Ci si è rotto lo spremi melograno!

Chi mi segue dagli albori di Kama Kama lo sa, la spremuta di melograno è una delle mie bibite preferite e la nostra famiglia possiede dieci ettari di terreno dove coltiviamo i melograni, i frutti della passione provenienti dalla lontana Cina e che tanto aiutano il nostro corpo a stare meglio e ci aiutano a vivere in forma.

Ora che i frutti si stanno maturando, stiamo procedendo alla raccolta dei melograni con cui produciamo il succo di melograno. Il succo di melograno verrà poi rivenduto ai commercianti dopo aver effettuato le dovute analisi ed i dovuti controlli sulla qualità del prodotto da commercializzare.

Non è una novità, è ciò che accade praticamente tutti gli anni durante la stagione del raccolto. Quest’anno, però, abbiamo avuto un imprevisto, un contrattempo che ha rischiato di farci rallentare coi tempi rispetto alla concorrenza: Dopo aver raccolto i frutti di melograno, ed averli portati in cantina, si è verificato il peggio: Ci siamo accorti che il nostro spremi melograno non funzionava più! Era rotto, e ci siamo sentiti veramente disperati!

Quel vecchio spremi melograno ce l’avevamo da decenni ed era arrivato dall’estero dopo settimane e settimane di attesa. Nella disperazione più totale mi è venuta un’idea: e se lo ordinassimo grazie ad internet? E quindi mi sono subito messo alla ricerca dei migliori spremi melograno online e sono capitato su questo incredibile sito web: www.spremimelograno.net .
Abbiamo scelto il modello automatico e professionale della Panasonic e, indovinate un po’? Ci è stato inviato il giorno stesso! L’avevamo in azienda, pronto ad essere utilizzato, il giorno dopo l’ordine! Inutile dire che questo sito ci ha salvato l’annata grazie alla sua professionalità e alla sua qualità, e non potevo quindi fare a meno di ringraziarli pubblicamente per l’ottimo lavoro svolto! In caso di necessità, in futuro, adesso so a chi rivolgermi!

Torta alle fragole

Ricetta per 8 persone della Torta alle Fragole

Tempo preparazione: 1 ora

Ingredienti per il pan di spagna:

•   150 grammi di farina
•   150 grammi di zucchero
•   25 grammi di burro
•   5 uova
•   1 pizzico di sale

Ingredienti per la farcitura:

•   2 tuorli
•    2 cucchiai di farina
•    2 cucchiai di zucchero
•    100 ml di latte
•    500 grammi di fragole
•    500 grammi di panna per dolci
•    1 scorza di limone intera (no grattugiata)

Preparazione Pan di Spagna:

In una ciotola mettete i tuorli  duovo e lo zucchero mescolate fino a quando lo zucchero non sarà sciolto e non otterete una crema omogenea. Aggiungete la farina setacciata, continuando a mescolare per almeno 15 minuti.

Fate sciogliere a bagnomaria il burro con un pizzico di sale e aggiungetelo allimpasto.

In unaltra ciotola montate gli albumi a neve e, poco per volta, incorporateli allimpasto.

Versate il tutto in una teglia per torta. Fate cuocere a forno preriscaldato per 30 minuti.

Preparazione per la Farcitura: Tagliate 400 grammi di fragole. Mettetele in una ciotola con due cucchiai di zucchero e lasciatele in frigo! Avremmo poi bisogno del succo che si formerà.

Prendete una casseruola e mescolate lo zucchero, i tuorli, la farina setacciata,il latte e la scorza di limone. Mettetela sul fuoco a fiamma bassa e continuate a girare. Al raggiungimento del bollore,  lasciate ancora cuocere per 2 minuti . A questo punto togliete la scorza di limone (altrimenti diventa amara)  e fatela  raffreddare .

Nel mentre fate la panna montata. (conservate un paio di cucchiai da parte per fare le decorazioni)

Prendete le fragole tagliate e scolatele con uno scolapasta a fori sottili e dividere quindi la polpa dal succo.

Unite la crema pasticcera con la panna montata e aggiungete le fragole tagliate senza succo e mescolate dolcemente.

Tagliate a metà il pan di spagna versate il succo della fragole, aggiungete metà composto appena fatto , e rimettete lo strato di pan di spegna sopra. Farcite anche la parte superiore  con il composto di panna rimasto. Per finire aggiungete delle fragole intere e della penna per decorare la vostra torta.

Ora basta solo gustarla!

Fateci sapere cosa ne pensate di questa ricetta!

Calcio e Italiani, storia di un amore infinito!

Il calcio in Italia ha una tradizione incredibile. Praticato dai bambini sin da quando hanno 3-4 anni, nella nostra penisola si può dire senza alcun dubbio che niente abbia lo stesso fascino di un pallone di cuoio.

Inter, Juventus, Milan, Napoli, Roma, Lazio: questi sono soltanto i nomi della squadre principali che hanno reso lItalia celebre in tutto il mondo grazie a questo sport. Ma in Italia il calcio non è solo questo. Per gli italiani il calcio è una fede, una fede imprescindibile che fa impazzire milioni di persone, che porta tutti i weekend migliaia di persone negli stadi e ipnotizza bambini, genitori e anziani davanti alle televisioni ogni domenica pomeriggio.

Indimenticabile per tutti noi rimarrà lestate 2006, anno rimasto nei nostri cuori per lincredibile vittoria a sorpresa della nazionale italiana ai Mondiali di Germania. Quello squadrone guidato da capitan Cannavaro ci tenne incollati davanti ai televisori partita dopo partita, facendoci soffrire, esultare, temere e gioire come se quegli undici giocatori con la divisa azzurra non fossero semplicemente dei campioni, ma proprio parte di noi.

Penso che la nostra penisola si paralizzò per quei 90 minuti durante la finale contro la Francia; le macchine che percorrevano le strade della nostra città erano pochissime, le luci delle case tutte illuminate e le piazze si riempirono del calore e dellaffetto di migliaia di persone: tutto il resto era silenzio.

Lo scontro tra Zidane e Materazzi accese dentro di noi la certezza che quella sarebbe diventata da lì a poco una serata indimenticabile, e dopo il rigore di Grosso questa certezza si trasformò in realtà: lItalia esplose. Ci sentimmo incredibilmente uniti, il calcio quella sera aveva vinto dove politica, cultura e storia avevano fallito ripetutamente. Sessantacinque milioni di italiani quella sera potevano giurare eterno amore a quel Paese che ha fatto della divisione una costante della propria storia: ma il calcio, anche se per poco tempo, aveva aggiustato tutto.

Purtroppo dopo quella notte il nostro caro amato calcio entrò in un tunnel da cui tuttora fatica a uscirne: uno scandalo dopo laltro, tra doping e calcioscommesse, portarono al lento declino della Serie A che perse la sua fama di campionato più bello del mondo a favore delle ormai più divertenti e ricche Premier League (Inghilterra) e Liga (Spagna).

Ma nonostante ciò, anche se le critiche nei confronti di questo sport stanno montando sempre più forti, il popolo italiano continua ad amare il calcio, gli stadi pieni e le emozioni che ogni gol sprigiona nel cuore dei tifosi.

Siamo un popolo strano: toglieteci tutto, ma non il calcio giocato.

Nanochromis robertsi

Nanochromis robertsi appartiene a quelle specie importate, soprattutto in passato, molto raramente.
Lo sviluppo che ha avuto lacquariofilia negli ultimi anni ha certo contribuito ad incrementare una iniziale importazione di alcune rare specie di acqua dolce, iniziale perchè ben sappiamo che è poi possibile procedere con un buon allevamento in cattività, per offrire la possibilità agli appassionati di ospitare determinati pesci nei propri acquari, oltre che, in alcuni casi, contribuire alla salvaguardia della specie, tanto per i pesci quanto per le piante.
Limbochromis robertsi dovrebbe, se non erro, essere uno pseudonimo di questo pesce, i cui maschi crescono circa fino a 11-12 cm di lunghezza da adulti, mentre le femmine rimangono leggermente più piccole.
Il corpo è allungato, affusolato, labra grosse sul capo convesso.
La colorazione del maschio è particolarmente bella, presenta nella parte superiore del capo un colore grigio-marrone, lopercolo branchiale di un bel colore giallo oro, luminoso, nella parte ventrale, poco sotto la linea laterale, la tonalità giallognola che parte da sopra sfuma in un bel giallo sole, con riflessi dorati, accesi, arrivando anche nella zona pettorale.


Le squame nella zone ventrale e pettorale sono bordate di rosso-violaceo.
Le pinne pettorali sono trasparenti, le ventrali sono arricchite da una lieve colorazione arancione, ed i bordi sono più scuri.
La pinna dorsale, ben sviluppata in proporzione al corpo, si presenta con una bordatura di un rosso particolarmente carico, intenso, e la pinna stessa è di una bella colorazione che va dal giallo allarancione, presenti minuscole macchie violacee.
Anche nella pinna anale si trova il bordo piuttosto scuro, che fa da contorno ad un arancione-violetto poco acceso.
La pinna caudale, dalla particolare forma detta a forcella, nella parte superiore ha un bordo colore rosso scuro, sopra una striscia di rosso meno intenso, due linee colorate delimitano la dorsale dalla caudale estendendosi per tutta la lunghezza di questultima.
Il bordo inferiore della pinna è scuro, quasi nero, dove spicca una banda bianca dai riflessi luminosi, metallici, e la parte centrale, sempre della caudale, va dal giallo al rosso-arancio mostrando una buona intensità di colorazione, arrivando a mostrare, in taluni casi, piccole macchie violacee.


Nelle femmine la colorazione è leggermente più scura rispetto agli esemplari maschi, scarsa la presenza del colore giallo sul corpo e sulle pinne.
Leffetto a forcella nella pinna caudale è poco accennato, meno evidente rispetto ai maschi.
Lhabitat naturale di Nanochromis robertsi sono i fiumi dellAfrica Occidentale, nonchè le pozze dacqua, con probabilità nel solo Ghana.
Il maschio adulto è dominante, anche se è piuttosto tollerante nei confronti dei giovani esemplari maschi, che emulano il comportamento delle femmine rendendosi attivi nelle cure parentali con i piccoli avannotti.
Acqua tenera (6 dgh) pulita e limpida dovrebbe essere ottimale, temperatura di circa 25°C, ph leggermente acido sino ad arrivare al neutro.
Un buon sistema filtrante è necessario e particolare attenzione a presenza di nitriti e/o nitrati, maltollerati.
La presenza nella vasca di nascondigli ricavati da anfratti rocciosi può tornare utile nel contenere laggressivitià del maschio dominante, anche se lunghezze della vasca inferiori al metro non sono consigliabili.
Limportazione non è così frequente, molto più facile la reperibilità di Nanochromis robertsi in Germania.
Un altro gioiello appartenente alla famiglia dei Ciclidi dellAfrica Occidentale.

Cosa indossare per recarsi ad un casinò in Europa

L’abbigliamento che viene richiesto per entrare in un casinò è quasi sempre di tipo piuttosto formale, elegante e comunque sempre decoroso. E inutile quindi presentarsi allentrata con una camicia hawaiana, i bermuda e le infradito fucsia sperando di poter accedere ai tavoli della roulette. Il buon senso dovrebbe sempre guidare le nostre scelte e presentarsi in modo adeguato in questo caso è dobbligo. Non in tutti i casinò però è necessario presentarsi in abito da gala. Gli addetti allentrata hanno comunque il compito di effettuare una selezione al fine di garantire un minimo di stile. In generale per gli uomini è consigliabile indossare sempre pantaloni lunghi, giacca e cravatta ed un paio di scarpe adeguate, in questo modo eviterete di essere respinti. Inutile dire che vige il veto assoluto per le scarpe da ginnastica. Le donne hanno in genere maggiori possibilità di scegliere il look della serata, purché sia sempre comunque un abbigliamento decoroso. In Italia uno dei casinò tra quelli considerati più tradizionalisti dal punto di vista dellabbigliamento richiesto è quello di Sanremo. Per accedervi però, salvo occasioni particolari, è richiesto un abbigliamento informale e la giacca è fortemente gradita solo per le sale private. Al casinò di Venezia la giacca è richiesta per poter giocare ai tavoli, ma è consentito anche noleggiarla allinterno del casinò stesso. Anche nel casinò di Montecarlo valgono più o meno le stesse regole, ossia giacca vivamente consigliata e divieto assoluto per le calzature sportive. Discorso diverso vale per laccesso alla sala delle slot machines, dove più o meno ovunque è consentito un abbigliamento informale. Il casinò di Lugano è decisamente più permissivo per quanto riguarda labbigliamento. Non sono infatti richiesti con obbligatorietà la giacca e la cravatta e sono consentiti abiti casual ed alla moda purché indossati decorosamente. Per luomo sono consentiti i bermuda ed addirittura le infradito purché eleganti e vestite con pantalone lungo. Sempre da evitare invece t-shirt e canottiere così come labbigliamento da palestra o da spiaggia. Vietati anche i cappelli di ogni genere. Se ci spostiamo in Spagna le cose non sono molto diverse, sono sempre da evitare i pantaloni corti, labbigliamento sportivo o da spiaggia. Anche spostandoci verso lest dellEuropa, per la precisione al casinò Bohemia di Praga, troviamo un codice di abbigliamento non vincolante anche se viene consigliato di adottare uno stile piuttosto sobrio. In conclusione per recarsi in un casinò del vecchio continente è sicuramente sempre meglio rinunciare agli eccessi scegliendo un abbigliamento semplice, pulito e moderatamente elegante; in questo modo si può essere sicuri di non sbagliare.

Perché il mio amico mi ha salutato con un pugno

Questa è lultima sera che mi vedete gridò Franco, Francesco, e si diresse verso la porta dando le spalle agli amici che restarono basiti a una simile inattesa reazione. Nessuno però, proprio nessuno, tentò di fermarlo, neppure Gianni, nemmeno Rita, neanche Teresa. Francesco uscì dal locale, riuscì a farcela infermato e camminò solo per un lungo periodo, lungo il viale affollato dai saldi. A piazza Quadrata vide sopraggiungere il tram, vi salì claudicante. Il tram era vuoto quasi a quellora e Franco trovò posto a sedere e riposo nei sedili in fondo. La città calda si apprestava alla cena.
Era appena tornato dalla guerra Francesco, sul suo volto erano ancora evidenti i segni di quei giorni interminabilmente difficili. I suoi amici che la guerra, dico la guerra, lavevano vista solo dal televisore o letta in facoltà sui quotidiani, non potevano capire. Anche Franco leggendo i giornali, anche il suo di giornale quello che da anni comprova, andava su tutte le furie, lui cera stato in guerra, lui aveva visto morire, aveva visto uccidere lui. Quella morte non lo faceva dormire: due colpi tra la gente e il fumo che taccecava, ma quelle lagrime non erano più dovute ai lacrimogeni sparati ad altezza duomo avevano una natura differente: intima.
Era stato denudato Franco. Colpito. Umiliato. Colpito di nuovo e nuovamente con lodio con la rabbia della miseria e dellignoranza. Guerra, guerra santa dei pezzenti, ultima crociata per espugnare non una terra santa, ma un maledetto luogo, la fortezza dei forti. Francesco non aveva una bibbia, non era un no-loghista, osservante.Non aveva motti o slogan efficaci, né una faccia o una sciarpa da ribelle, era, come si dice un ragazzo come tanti, come pochi forse. Quella notte non tornò a casa, la sola visione del distor-televisore lo terrorizzava: la trascorse con il telefono spento per strada.
Io lincontrai solo il giorno dopo nel baretto sotto casa, non sapevo niente della sua sortita, entrando lo trovai seduto che leggeva e cretino gli dissi: A Fra ve lhanno date a Genova! Mi guardò, non rispose niente e mi stese con un pugno, lunico il primo che diede, toccò a me riceverlo.