La torta alle fragole

Ricetta per 8 persone della Torta alle Fragole

Tempo preparazione: 1 ora

Ingredienti per il pan di spagna:

•   150 grammi di farina
•   150 grammi di zucchero
•   25 grammi di burro
•   5 uova
•   1 pizzico di sale

Ingredienti per la farcitura:

•   2 tuorli
•    2 cucchiai di farina
•    2 cucchiai di zucchero
•    100 ml di latte
•    500 grammi di fragole
•    500 grammi di panna per dolci
•    1 scorza di limone intera (no grattugiata)

Preparazione Pan di Spagna:

In una ciotola mettete i tuorli  duovo e lo zucchero mescolate fino a quando lo zucchero non sarà sciolto e non otterete una crema omogenea. Aggiungete la farina setacciata, continuando a mescolare per almeno 15 minuti.

Fate sciogliere a bagnomaria il burro con un pizzico di sale e aggiungetelo allimpasto.

In unaltra ciotola montate gli albumi a neve e, poco per volta, incorporateli allimpasto.

Versate il tutto in una teglia per torta. Fate cuocere a forno preriscaldato per 30 minuti.

Preparazione per la Farcitura: Tagliate 400 grammi di fragole. Mettetele in una ciotola con due cucchiai di zucchero e lasciatele in frigo! Avremmo poi bisogno del succo che si formerà.

Prendete una casseruola e mescolate lo zucchero, i tuorli, la farina setacciata,il latte e la scorza di limone. Mettetela sul fuoco a fiamma bassa e continuate a girare. Al raggiungimento del bollore,  lasciate ancora cuocere per 2 minuti . A questo punto togliete la scorza di limone (altrimenti diventa amara)  e fatela  raffreddare .

Nel mentre fate la panna montata. (conservate un paio di cucchiai da parte per fare le decorazioni)

Prendete le fragole tagliate e scolatele con uno scolapasta a fori sottili e dividere quindi la polpa dal succo.

Unite la crema pasticcera con la panna montata e aggiungete le fragole tagliate senza succo e mescolate dolcemente.

Tagliate a metà il pan di spagna versate il succo della fragole, aggiungete metà composto appena fatto , e rimettete lo strato di pan di spegna sopra. Farcite anche la parte superiore  con il composto di panna rimasto. Per finire aggiungete delle fragole intere e della penna per decorare la vostra torta.

Ora basta solo gustarla!

Fateci sapere cosa ne pensate di questa ricetta!

Calcio e italiani, storia di un amore infinito!

Il calcio in Italia ha una tradizione incredibile. Praticato dai bambini sin da quando hanno 3-4 anni, nella nostra penisola si può dire senza alcun dubbio che niente abbia lo stesso fascino di un pallone di cuoio.

Inter, Juventus, Milan, Napoli, Roma, Lazio: questi sono soltanto i nomi della squadre principali che hanno reso lItalia celebre in tutto il mondo grazie a questo sport. Ma in Italia il calcio non è solo questo. Per gli italiani il calcio è una fede, una fede imprescindibile che fa impazzire milioni di persone, che porta tutti i weekend migliaia di persone negli stadi e ipnotizza bambini, genitori e anziani davanti alle televisioni ogni domenica pomeriggio.

Indimenticabile per tutti noi rimarrà lestate 2006, anno rimasto nei nostri cuori per lincredibile vittoria a sorpresa della nazionale italiana ai Mondiali di Germania. Quello squadrone guidato da capitan Cannavaro ci tenne incollati davanti ai televisori partita dopo partita, facendoci soffrire, esultare, temere e gioire come se quegli undici giocatori con la divisa azzurra non fossero semplicemente dei campioni, ma proprio parte di noi.

Penso che la nostra penisola si paralizzò per quei 90 minuti durante la finale contro la Francia; le macchine che percorrevano le strade della nostra città erano pochissime, le luci delle case tutte illuminate e le piazze si riempirono del calore e dellaffetto di migliaia di persone: tutto il resto era silenzio.

Lo scontro tra Zidane e Materazzi accese dentro di noi la certezza che quella sarebbe diventata da lì a poco una serata indimenticabile, e dopo il rigore di Grosso questa certezza si trasformò in realtà: lItalia esplose. Ci sentimmo incredibilmente uniti, il calcio quella sera aveva vinto dove politica, cultura e storia avevano fallito ripetutamente. Sessantacinque milioni di italiani quella sera potevano giurare eterno amore a quel Paese che ha fatto della divisione una costante della propria storia: ma il calcio, anche se per poco tempo, aveva aggiustato tutto.

Purtroppo dopo quella notte il nostro caro amato calcio entrò in un tunnel da cui tuttora fatica a uscirne: uno scandalo dopo laltro, tra doping e calcioscommesse, portarono al lento declino della Serie A che perse la sua fama di campionato più bello del mondo a favore delle ormai più divertenti e ricche Premier League (Inghilterra) e Liga (Spagna).

Ma nonostante ciò, anche se le critiche nei confronti di questo sport stanno montando sempre più forti, il popolo italiano continua ad amare il calcio, gli stadi pieni e le emozioni che ogni gol sprigiona nel cuore dei tifosi.

Siamo un popolo strano: toglieteci tutto, ma non il calcio giocato.

Nanochromis dimidiatus

Nanochromis dimidiatus è senza ombra di dubbio, un altro meraviglioso esponente dei piccoli Ciclidi dell’Africa Occidentale, considerato, a ragione, uno tra i più belli in assoluto per colori della livrea.
La colorazione infatti, si presenta di un bel rosso-arancione particolarmente intenso, molto appariscente, il fatto che poi, una volta adulti questi pesci non si sviluppano oltre i 7-8 cm di lunghezza ne fanno un motivo in più per essere ospitati, con maggiore successo, nelle vasche degli appassionati.
Le femmine rimangono un poco più piccole dei maschi, di 2 cm circa, e sono inoltre facilmente distinguibili nel dimorfismo sessuale, perchè le femmine presentano una piccola macchia scura, rotonda, in prossimità della terminazione della pinna dorsale, oltre ad una macchia, molto piccola e bianca sul ventre, molto vicina alla pinna anale.
Sempre sulla pinna dorsale delle femmine, si riscontrano altre minuscole macchie lungo il bordo, che formano una striscia luminosa.

Il corpo di Nanochromis dimidiatus è piccolo, affusolato, le pinne idronamiche risultano ben sviluppate in proporzione, la caudale è più arrotondata nel maschio, e sempre in quest’ultimo la dorsale e la pinna anale terminano con sottili prolungamenti filamentosi, assenti nella femmina.
Il capo è corto, le labbra spesse e robuste, le pinne ventrali sono graziosi filamenti bianchi più prolungati nei maschi, e sull’opercolo branchiale si trova una piccola macchia dai riflessi metallici, luminosi, dorati.
La parte superiore del corpo risulta appena più intensa della parte inferiore, per quanto riguarda la bella colorazione.
Anche in questo caso, e spesso per quanto riguarda i Ciclidi, nonostante le piccole dimensioni raggiunte da Nanochromis dimidiatus in età adulta, la vasca non deve essere di dimensioni modeste.
Penso sia sempre un vantaggio comunque, quando un pesce rimane di piccola taglia, si rende possibile il suo allevamento anche in vasche impensabili per altre specie.
Ho sempre cercato poi, per quanto possibile, di inserire nelle vasche che ho avuto, pesci la cui taglia potesse trovare ampio spazio nella capienza della vasca stessa.
È importante che l’arredamento della vasca presenti numerosi nascondigli, piccoli anfratti rocciosi, ideale una fitta vegetazione, una piccola giungla subacquea.
Sempre a dispetto della piccola taglia, Nanochromis dimidiatus è capace di manifestare una forte aggressività anche verso esemplari della stessa specie, addirittura anche verso la femmina, anche se questa risulta sua compagna.
Le ferite che può causare possono essere anche letali, quindi risulta indispensabile attrezzare la vasca con numerosi nascondigli, e la ricca vegetazione aiuta nell’obiettivo.
Importante per una buona riuscita nell’allevamento un’acqua acida, particolarmente pulita, è sempre buona norma da rispettare in ogni acquario, ma in taluni casi è più importante che in altri, quindi attenzione ad un corretto filtraggio.

La deposizione delle uova avviene negli anfratti che mettiamo a disposizione nella vasca, le cure parentali coinvolgono entrambi i genitori, specialmente la femmina che si dimostra particolarmente solerte nella cura dei piccoli.
Nanochromis dimidiatus ha le sue esigenze, come è giusto che sia è l’appassionato che deve cercare di fornire al meglio tutte le ideali condizioni, osservando, imparando giorno dopo giorno, dal comportamento dei pesci.
Pesce bellissimo, avere esemplari di questa specie nel proprio acquario è un regalo che la Natura ci concede.
La sua reperibilità non è così semplice, ma sempre per esperienza, con un pizzico di pazienza sono sempre riuscito a cercare e trovare negozianti capaci e ben lieti di accontentare i propri clienti.
Non dimentichiamo per Nanochromis dimidiatus una dieta varia, ben bilanciata, proporzionata.
Reperire il giusto cibo per una corretta alimentazione dei pesci certamente non è così complicato come la reperibilità di alcune specie.

Cosa indossare per recarsi in un Casinò in Europa

Labbigliamento che viene richiesto per entrare in un casinò è quasi sempre di tipo piuttosto formale, elegante e comunque sempre decoroso. E inutile quindi presentarsi allentrata con una camicia hawaiana, i bermuda e le infradito fucsia sperando di poter accedere ai tavoli della roulette. Il buon senso dovrebbe sempre guidare le nostre scelte e presentarsi in modo adeguato in questo caso è dobbligo. Non in tutti i casinò però è necessario presentarsi in abito da gala. Gli addetti allentrata hanno comunque il compito di effettuare una selezione al fine di garantire un minimo di stile. In generale per gli uomini è consigliabile indossare sempre pantaloni lunghi, giacca e cravatta ed un paio di scarpe adeguate, in questo modo eviterete di essere respinti. Inutile dire che vige il veto assoluto per le scarpe da ginnastica. Le donne hanno in genere maggiori possibilità di scegliere il look della serata, purché sia sempre comunque un abbigliamento decoroso. In Italia uno dei casinò tra quelli considerati più tradizionalisti dal punto di vista dellabbigliamento richiesto è quello di Sanremo. Per accedervi però, salvo occasioni particolari, è richiesto un abbigliamento informale e la giacca è fortemente gradita solo per le sale private. Al casinò di Venezia la giacca è richiesta per poter giocare ai tavoli, ma è consentito anche noleggiarla allinterno del casinò stesso. Anche nel casinò di Montecarlo valgono più o meno le stesse regole, ossia giacca vivamente consigliata e divieto assoluto per le calzature sportive. Discorso diverso vale per laccesso alla sala delle slot machines, dove più o meno ovunque è consentito un abbigliamento informale. Il casinò di Lugano è decisamente più permissivo per quanto riguarda labbigliamento. Non sono infatti richiesti con obbligatorietà la giacca e la cravatta e sono consentiti abiti casual ed alla moda purché indossati decorosamente. Per luomo sono consentiti i bermuda ed addirittura le infradito purché eleganti e vestite con pantalone lungo. Sempre da evitare invece t-shirt e canottiere così come labbigliamento da palestra o da spiaggia. Vietati anche i cappelli di ogni genere. Se ci spostiamo in Spagna le cose non sono molto diverse, sono sempre da evitare i pantaloni corti, labbigliamento sportivo o da spiaggia. Anche spostandoci verso lest dellEuropa, per la precisione al casinò Bohemia di Praga, troviamo un codice di abbigliamento non vincolante anche se viene consigliato di adottare uno stile piuttosto sobrio. In conclusione per recarsi in un casinò del vecchio continente è sicuramente sempre meglio rinunciare agli eccessi scegliendo un abbigliamento semplice, pulito e moderatamente elegante; in questo modo si può essere sicuri di non sbagliare.

Perché il mio amico mi ha salutato con un pugno

Questa è lultima sera che mi vedete gridò Franco, Francesco, e si diresse verso la porta dando le spalle agli amici che restarono basiti a una simile inattesa reazione. Nessuno però, proprio nessuno, tentò di fermarlo, neppure Gianni, nemmeno Rita, neanche Teresa. Francesco uscì dal locale, riuscì a farcela infermato e camminò solo per un lungo periodo, lungo il viale affollato dai saldi. A piazza Quadrata vide sopraggiungere il tram, vi salì claudicante. Il tram era vuoto quasi a quellora e Franco trovò posto a sedere e riposo nei sedili in fondo. La città calda si apprestava alla cena.
Era appena tornato dalla guerra Francesco, sul suo volto erano ancora evidenti i segni di quei giorni interminabilmente difficili. I suoi amici che la guerra, dico la guerra, lavevano vista solo dal televisore o letta in facoltà sui quotidiani, non potevano capire. Anche Franco leggendo i giornali, anche il suo di giornale quello che da anni comprova, andava su tutte le furie, lui cera stato in guerra, lui aveva visto morire, aveva visto uccidere lui. Quella morte non lo faceva dormire: due colpi tra la gente e il fumo che taccecava, ma quelle lagrime non erano più dovute ai lacrimogeni sparati ad altezza duomo avevano una natura differente: intima.
Era stato denudato Franco. Colpito. Umiliato. Colpito di nuovo e nuovamente con lodio con la rabbia della miseria e dellignoranza. Guerra, guerra santa dei pezzenti, ultima crociata per espugnare non una terra santa, ma un maledetto luogo, la fortezza dei forti. Francesco non aveva una bibbia, non era un no-loghista, osservante.Non aveva motti o slogan efficaci, né una faccia o una sciarpa da ribelle, era, come si dice un ragazzo come tanti, come pochi forse. Quella notte non tornò a casa, la sola visione del distor-televisore lo terrorizzava: la trascorse con il telefono spento per strada.
Io lincontrai solo il giorno dopo nel baretto sotto casa, non sapevo niente della sua sortita, entrando lo trovai seduto che leggeva e cretino gli dissi: A Fra ve lhanno date a Genova! Mi guardò, non rispose niente e mi stese con un pugno, lunico il primo che diede, toccò a me riceverlo.