Cosa indossare per recarsi ad un casinò in Europa

L’abbigliamento che viene richiesto per entrare in un casinò è quasi sempre di tipo piuttosto formale, elegante e comunque sempre decoroso. E inutile quindi presentarsi allentrata con una camicia hawaiana, i bermuda e le infradito fucsia sperando di poter accedere ai tavoli della roulette. Il buon senso dovrebbe sempre guidare le nostre scelte e presentarsi in modo adeguato in questo caso è dobbligo. Non in tutti i casinò però è necessario presentarsi in abito da gala. Gli addetti allentrata hanno comunque il compito di effettuare una selezione al fine di garantire un minimo di stile. In generale per gli uomini è consigliabile indossare sempre pantaloni lunghi, giacca e cravatta ed un paio di scarpe adeguate, in questo modo eviterete di essere respinti. Inutile dire che vige il veto assoluto per le scarpe da ginnastica. Le donne hanno in genere maggiori possibilità di scegliere il look della serata, purché sia sempre comunque un abbigliamento decoroso. In Italia uno dei casinò tra quelli considerati più tradizionalisti dal punto di vista dellabbigliamento richiesto è quello di Sanremo. Per accedervi però, salvo occasioni particolari, è richiesto un abbigliamento informale e la giacca è fortemente gradita solo per le sale private. Al casinò di Venezia la giacca è richiesta per poter giocare ai tavoli, ma è consentito anche noleggiarla allinterno del casinò stesso. Anche nel casinò di Montecarlo valgono più o meno le stesse regole, ossia giacca vivamente consigliata e divieto assoluto per le calzature sportive. Discorso diverso vale per laccesso alla sala delle slot machines, dove più o meno ovunque è consentito un abbigliamento informale. Il casinò di Lugano è decisamente più permissivo per quanto riguarda labbigliamento. Non sono infatti richiesti con obbligatorietà la giacca e la cravatta e sono consentiti abiti casual ed alla moda purché indossati decorosamente. Per luomo sono consentiti i bermuda ed addirittura le infradito purché eleganti e vestite con pantalone lungo. Sempre da evitare invece t-shirt e canottiere così come labbigliamento da palestra o da spiaggia. Vietati anche i cappelli di ogni genere. Se ci spostiamo in Spagna le cose non sono molto diverse, sono sempre da evitare i pantaloni corti, labbigliamento sportivo o da spiaggia. Anche spostandoci verso lest dellEuropa, per la precisione al casinò Bohemia di Praga, troviamo un codice di abbigliamento non vincolante anche se viene consigliato di adottare uno stile piuttosto sobrio. In conclusione per recarsi in un casinò del vecchio continente è sicuramente sempre meglio rinunciare agli eccessi scegliendo un abbigliamento semplice, pulito e moderatamente elegante; in questo modo si può essere sicuri di non sbagliare.

Perché il mio amico mi ha salutato con un pugno

Questa è lultima sera che mi vedete gridò Franco, Francesco, e si diresse verso la porta dando le spalle agli amici che restarono basiti a una simile inattesa reazione. Nessuno però, proprio nessuno, tentò di fermarlo, neppure Gianni, nemmeno Rita, neanche Teresa. Francesco uscì dal locale, riuscì a farcela infermato e camminò solo per un lungo periodo, lungo il viale affollato dai saldi. A piazza Quadrata vide sopraggiungere il tram, vi salì claudicante. Il tram era vuoto quasi a quellora e Franco trovò posto a sedere e riposo nei sedili in fondo. La città calda si apprestava alla cena.
Era appena tornato dalla guerra Francesco, sul suo volto erano ancora evidenti i segni di quei giorni interminabilmente difficili. I suoi amici che la guerra, dico la guerra, lavevano vista solo dal televisore o letta in facoltà sui quotidiani, non potevano capire. Anche Franco leggendo i giornali, anche il suo di giornale quello che da anni comprova, andava su tutte le furie, lui cera stato in guerra, lui aveva visto morire, aveva visto uccidere lui. Quella morte non lo faceva dormire: due colpi tra la gente e il fumo che taccecava, ma quelle lagrime non erano più dovute ai lacrimogeni sparati ad altezza duomo avevano una natura differente: intima.
Era stato denudato Franco. Colpito. Umiliato. Colpito di nuovo e nuovamente con lodio con la rabbia della miseria e dellignoranza. Guerra, guerra santa dei pezzenti, ultima crociata per espugnare non una terra santa, ma un maledetto luogo, la fortezza dei forti. Francesco non aveva una bibbia, non era un no-loghista, osservante.Non aveva motti o slogan efficaci, né una faccia o una sciarpa da ribelle, era, come si dice un ragazzo come tanti, come pochi forse. Quella notte non tornò a casa, la sola visione del distor-televisore lo terrorizzava: la trascorse con il telefono spento per strada.
Io lincontrai solo il giorno dopo nel baretto sotto casa, non sapevo niente della sua sortita, entrando lo trovai seduto che leggeva e cretino gli dissi: A Fra ve lhanno date a Genova! Mi guardò, non rispose niente e mi stese con un pugno, lunico il primo che diede, toccò a me riceverlo.